anfilogie

scritti che non sanno cosa sono

primo maggio

Ho sempre invidiato tutto alla Heidi disegnata da Miyazaki. Il letto in soffitta con l’oblò sul cielo stellato, la resistenza al freddo, l’isolamento gioioso, la consistenza pura dei suoi legami, la semplicità sfacciata della sua intelligenza. Una vita libera per istinto, non per cultura.

Rimugino tanto su Heidi e su quel che ne rimane, mentre sorseggio latte di capra, alla fine di una giornata fitta di riflessioni luttuose, aggravata da una festosità fatua che sa di domenica.

Accendo una sigaretta e mi ci aggrappo per un po’, come una bandiera al vento retta dal suo pennone. Sarebbe opportuno piangere, a questa messa privata in ricordo di una bambina che fu, di una bambina che fui, ma oggi anche i dotti lacrimali sono stanchi, stitici, è solo tempo di dormire.