anfilogie

scritti che non sanno cosa sono

mal di schiena

A casa di lui divento compulsiva, vorace di birra e sigarette, scarabocchiante furiosa, accanita osservatrice. Nel disordine senza vuoti ogni oggetto ha un’espressione esausta e nevrotica. Solo le sontuose coperte sul letto, antichi lasciti di famiglia, appaiono vigili, fiere, ancora piene di possibilità.

Quando me ne vado ho sempre mal di schiena. Ci metto un po’ a capire che non è colpa della cattiva postura, degli impacci del sesso, del dormire male e a pancia in giù.

Alla stazione, in attesa del treno, mi abbraccia a lungo. Il mio corpo si flette in una curva di dolore, come un ramo sul punto di spezzarsi.